FuturTrappa!! Secret Live piùomen..

Una giornata particolare, un evento particolare in una cornice altrettanto insolita.

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Putrellità

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Le belle foto della Manu aiuteranno sicuramente l’avventore ad apprezzare e ad incuriosirsi di quello che fu, intorno alla fine del ‘700, luogo di approdo di un gruppo di monaci trappisti in fuga dalla Francia napoleonica. Dopo averla successivamente abbandonata (senza neanche averci lasciato un po’ di birra da bere), la “Trappa” rimase inutilizzata per moltissimo tempo. Oggi, ma in realtà già da un bel po’, è finalmente tornata a splendere, pur mantenendo il suo fascino originario, è stata restaurata mantenendo in alcune sale le originali testimonianze dell’epoca e reinventando un salone espositivo di tre piani ininterrotti tutttempeschtat di putrelle (a fianco della stalla con gli asini che pare abbiano gradito la musica. O forse no).

Facilmente da raggiungere sia da Oropa che da Sordevolo, è’ uno dei tanti luoghi del Biellese meritevoli di passeggiata a piedi o in bicicletta, ci si può fermare a mangiare e a dormire ed ospita anche eventi e mostre culturali e artistiche.

E noi che ci abbiamo fatto lì?

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mentre l’ Artuso cerca le pastiglie per l’ipertensione tra le mattonelle, 

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… il Genio Assoluto si domanda dove abbiano nascosto le birre i monaci trappisti

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Purtroppo, il principe Cassaire ha declinato l’appuntamento votivo… (buuuuu)

Dicevo, che ci abbiamo fatto lì?

Ci abbiamo zufolato allegramente, per un evento privato e molto personale infatti, per rispetto, abbiamo preferito non pubblicizzare il concerto; mi limiterò però semplicemente a ringraziare Giorgio per averci chiamato, Samuele e la sua baby-gang per il meraviglioso sporco lavoro (che qualcuno però doveva pur fare), Ted per la registrazione, la Manu per le foto e la truppa della Trappa per l’ospitalità e la polenta concia.

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E ovviamente un caloroso grazie a tutti gli invitati.

Noi ci rivedremo dal vivo più avanti, metteremo su facebook tante altre belle foto, chiuderei in bellezza il post con una diapositiva d’epoca settecentesca di un lontano avo del Genio Assoluto Trappista che non ha trovato le birre, ma qualcos’altro da mettere al posto del luppolo.

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Verificheremo la nuova ricetta e vi faremo sapere, intanto…
prossimo appuntamento a Valdieri (CN) il 5 agosto, ma speriamo anche prima da qualche altra parte, neh!

A prest!
a Prost!
a Proust!

Stasera in Rosa? Live in Santhià Oggiforse

Intanto ancora un enorme grazie all’ Associazione Soroptimist International e al Comune di Verbania Pallanza. La serata di domenica è andata decisamente bene, cielo terso, panche gremite e pance gremite, con buona pace del Dio Lavandino che aveva previsto fulmini e saette per tutta la giornata.

Il tempo clemente e il paesaggio lacustre hanno contribuito a rendere la serata davvero piacevole. Unico intoppo è stato rappresentato da un turgido ottantenne che voleva approfittare della serata per abbordare alcune mil… ehm, donzelle in loco e ci ha urlato di smetterla con la nostra musica e di suonare qualche valzerone ballabile per favorire l’abbordaggio.

Fortunatamente è stato colpito da una pagnotta in sibemolle (ma mica tanto molle) che lo ha reso innocuo e impotente per il resto della serata.

MA, veniamo all’ oggi dunque!

Vi ricordo che stasera, vemerdi 30, si terrà a Santhià (VC) una notte in rosa, all’ insegna dei negozi aperti fino a tardi per tutto il corso pedonale, con sconti e saldi per tutti/e. Ci saremo anche noi, più o meno dalle ore 20, all’inizio del Corso Nuova Italia proprio davanti al negozio di strumenti musicali Music Express, aperto fino a tardi, che ringraziamo per l’aiuto logistico e lo spazio.

IN CASO DI IMPROVVISO MALTEMPO IL CONCERTO NON SI TERRA’ A MENO DI UN GENIALE PIANO B CHE PERO’ ANCORA NON ABBIAMO PENSATO. VI AVVISEREMO COMUNQUE TRAMITE LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK (che vi invitiamo a consultare, mipiacizzare a lodare, imbrodare, etc etc….)

Vi aspettiamo dunque stasera dalle ore 20, in Corso Nuova Italia 185 a Santhià.

Un grazie ancora alle Gent.ssme Soroptimiste, grazie a Manuela Scotti di Coloratocreazioni per le foto, grazie a Music Express,

grazie,
graziella e…

a stasera!

PicNic in Bianco e Notte Rosa – Live!

Rieccoci qui. Inizia l’estate e con essa arrivano finalmente un po’ di nuovi concerti. Il primo che già vi avevamo annunciato è previsto per domenica 25 giugno, presso il lungolago di Pallanza (VB), per una serata benefica, organizzata dall’ Associazione Soroptimist International, il cui ricavato andrà in favore della Rete Antiviolenza sulle Donne.

Si tratterà di un vero e proprio pic-nic sotto le stelle, al chiar di luna. E’ doveroso vestirvi di bianco, per cui se non avete nulla di bianco addosso potrete solo rovesciarvi una latta di vernice bianca a presa rapida. Tutto questo dalle Ore 19.30 

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Il 30 giugno invece, venerdi sera, a partire dalle 17 circa, Santhià si vestirà di rosa e il centro con tutti i suoi negozi rimarranno aperti fino a tardi per una serata all’ insegna dei saldi e delle occasioni. E noi, da par nostro, saremo per le strade del paese a dilatarvi i timpani con la nostra musica dalle tinte rosée. Ci troverete proprio all’ inizio del corso principale, davanti al negozio di strumenti musicali Music Express (che ci fornisce spesso materiale per i nostri concerti e che ringraziamo vivamente), dalle ore 20 circa a zufolare rutilando per voi 

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E dunque, FuturAmici, imbiancatevi o rosatevi, fate quello che vi pare, ma non mancate a questi due belle serate. Vi aspettiamo!

Musica In Quota 2017 – La Magia delle Note in Vetta

Quest’anno non parteciperemo, ormai abbiamo invaso in lungo e in largo l’ Ossolano e i suoi dintorni e bisogna lasciare spazio anche a taaaaaanti altri musicisti affamati e bisognosi.

MA….

Musica In Quota, rimane una delle più belle, creative ed emozionanti rassegne musicali che, per fortuna, grazie a qualche coraggioso e illuminato personaggio (diciamo Claudio Cottini e tutto il suo staff) e grazie alle centinaia di persone che si arrampicano ogni volta in tutti gli ameni pertugi ad ascoltare musica acustica e dal vivo, continua a rinnovarsi ogni anno e a consolidarsi sempre più nel calendario musicale italiano.

E visto che c’è pure un sito ben fatto, con tante belle fotografie (ci siamo anche noi in diverse gallery) e con tutte le informazioni necessarie, val la pena visitarlo e soprattutto sostenere la rassegna e i suoi intraprendenti organizzatori e appassionati.

Il sito è MUSICAINQUOTA e trovate tutto il calendario completo del 2017.

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Per chi può e chi vuole, è un appuntamento musical-passeggiatorio-mangereccio-educativ-transeunte immancabile.

Per cui, pedulizzatevi e non mancate!

STIAMO TORNANDO!!!

Con moooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooolta calma ci appropinquiamo a tornare a suonare in giro!

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Il prossimo appuntamento è per una serata benefica, sotto le stelle, al chiaro di luna sul lungo lago a Pallanza (VB), sulle rive amene del Lago maggiore.

Un Pic Nic sotto le stelle, organizzato dal Club Soroptimist Vergano International, che ci vedrà allietare i presenti per una serata il cui ricavato andrà in favore della Rete antiviolenza sulle donne CISS Verbano Cusio Ossola e per la realizzazione di un’ aula protetta per donne e minori presso la Questura di Verbania.

E dunque, vi aspettiamo il 25 giugno 2017, dalle ore 20!

E’ gradita la prenotazione, la presenza e pure un abbigliamento in bianco

La prevendita è di 25 euriii cadacranio ma, visto che trattasi di beneficienza, non fate i timidi ed accorrete innumerabili!

Stockhausen!! (breve storia della musica contemporanea)

Sabato 11. Un sabato sanremese per molti di voi; per me invece una giornata ad ascoltare una decina di dischi di musica da mettere sul sito del negozio di strumenti musicali dove faccio finta di lavorare. Così son costretto ad ascoltare tutto, dalla prima all’ ultima nota per capire se i dischi suonano bene o abbiano problemi..

In programma oggi ho un po’ di Liszt, Benny Goodman, un po’ di roba di Bach, poi incappo purtroppo in Karlheinz Stockhausen. Da devoto zappiano quale sono so abbastanza bene chi sia e, nonostante non mi spaventi, il vinile che gira tra le mani ho cercato di nasconderlo a me stesso per più tempo possibile. Ce l’avevo da anni ma non avevo voglia di usare 40 minuti di vita per ascoltarlo (già mi tocca ascoltare l’ Artuso e il Cassaire). Dunque, per rendervi l’idea del martirio che mi aspetta è bene che vi racconti una breve storiella….

KarloEnzo era un simpatico ragazzo crucco.
Sfuggito sfortunatamente al processo di Norimberga ed innamorato fin dai primi anni al mondo della ferramenta e dell’ intarsio dei timpani, era un ragazzino piuttosto curioso ma riluttante all’ autorità materna.
Capitava infatti spesso che la mamma lo redarguisse (giustamente) con frasi tipo:

“Ehi, KarloEnzo! la smetti buttare lastre di cemento armato dentro il nostro pianoforte e di registrare le termiti mentre lo divorano???”

e lui… “Stockhausen!!”

(lo so, era terribile… ma anche la sua musica lo era, tutto sommato)

Niente da fare, il piccolo KarloEnzo era troppo innamorato del mondo della musica. Espulso per atti osceni dal Conservatorio di Dusseldoforf (aveva improvvisato Bach con una levigatrice nel bagno delle femmine) e allontanato da alcuni gruppi beat per scarsa attitudine, si rifugia in un’ acciaieria abbandonata dando vita alla sua nuova società, una sorta di impresa edile, ma anche ditta di traslochi nonchè orchestra sinfonica e all’ occorrenza gommista e inventa nuovissime opere pronte da rivendere ai torturatori della Gestapo (poi divenuta Deutsche Grammophon) tra i quali ricordiamo:

Ode all’ arrotino crivellato in Re# per trio di trapanatori rumeni e violino rotto, la messa Requiem per Orso Grizzly in Cristalleria e, soprattutto, il  famosissimo Concerto in Do# per Elicotteri Precipitati su Chitarre Accatastate Prima del Rogo, che si suona tutt’oggi a Lipsia nelle giornate fredde, per scaldarsi le mani.

Insomma, nel giro di pochi anni, il piccolo KarloEnzo diventa una fucina di meravigliose composizioni che celebrano finalmente in maniera degna il lavoro e la fatica degli operai metalmeccanici. Questo genere verrà poi chiamato dai critici Musica Contemporanea o Dodecafonica, più che altro per darsi un tono e permettere ai compositori di entrare nei panifici altolocati della Berlino-bene a sfamarsi. Il nostro eroe si fa presto numerosi amici, a KarloEnzo si affiancano l’amico yankee Gionchèigg e due lontani parenti, Arnoldo Bertoldo Schoenberg, diplomato alla scuola Radio Elettra ed Edgar Milano-Varèse, noto pendolare del blues di chiare origini italiane. Questi personaggi daranno un nuovissimo impulso alla Dodecafonìa trasformandola in musica Atonale (conosciuta anche come Ruttolibero), secondo la quale, all’ interno della stessa composizione, è necessario martellare almeno 12 volte il pianoforte e chi lo suona prima di martellare lo strumento successivo, di solito un clacson.

Sfiga vuole che alcuni tecnici in esubero dalla Telefunken, passano davanti all’acciaieria Stockhausen proprio mentre il nostro KarloEnzo sta componendo la sua nuovissima opera “KommunionIl Massacro del Tostapane per trio di scimitarre e orchestra” ed estasiati (oppure più probabilmente drogati con della pece Nyman per contrabbasso), decidono di registrarla e inciderla su vinile.

img_20170211_154910Uuuuuh! e che vinile! Già il suo faccione in copertina ricorda un Julio Iglesias appena dimesso dal carcere psichiatrico, ma il problema è che manca un lato B!

“Bisogna mettere qualcosa su questo fottutissimo disco!” urlano alcuni cosacchi ubriachi dalla Deutsche Grammophon. Allora il nostro amico KarloEnzo compone “Intensität” cioè praticamente la stessa roba del lato A ma ad un volume decisamente più alto, anche per testare la resistenza dei timpani al crash-test contro un muro di decibel senza museruola.

Kommunion si svolge all’ interno di una scuola elementare abbandonata. Ancora completa dell’ arredo scolastico viene riadattata a sala concerto in cui i musicisti si affannano tra un interrogatorio e l’altro a spostare a caso masse di banchi e cattedre nell’ aula, anche scontrandosi talvolta (al 16′ minuto si può udire un sassofonista che bestemmia in ladino per la caduta della lavagna sul piede). Ogni tanto, qua e là nel trasloco si ode anche qualche nota di trombone e clarinetto e anche un tir che trasportava scatolette di cibo per gatti che si rovescia nel cortile (“uno spreco, però suonava bene”, scriverà KarloEnzo nelle note di copertina)

Il punto più alto della composizione è quando, all’ improvviso, cala un silenzio tombale, quasi inquietante, ti aspetti il colpo di scena o anche semplicemente un colpo di rivotella e…

ah no, è solo finito il lato A…

…Finalmente 😀

Il lato B è chiaramente l’ apoteosi. “Intensität” ci mostra un lato di Karlo-Enzo decisamente introspettivo. Mentre l’inizio è dedicato all’ accordatura di alcuni strumenti da parte di vecchi operai della Trabant ormai sordi, la composizione poi ci accompagna nell’ atto dello sgombero forzato della scuola, tra colpi di clavicembalo e raffiche di banchi spostati, tra esecuzioni sommarie e ultime note di flauti scheggiati e pronti a iniettarvi del tetano stonato (purtroppo anche qui il buon KarloEnzo riesce a fuggire alla propria mattanza e a rifugiarsi in una panetteria in Tirolo dalla quale trasmetterà auliche composizioni per farro atonale fino alla fine dei propri giorni). Alcuni musicisti dell’ orchestra rimasti ancora vivi interpretano gli ultimi altissimi momenti musicali facendo scricchiolare decine di gessi sulla lavagna fino all’ arrivo della sezione di ottoni russi che, brandendo tromboni Uaz devastano la sala di registrazione, squartando finalmente strumenti e musicisti e liberando il fronte orientale dalla musica contemporanea (anche se questa si ricostituirà poi in piccoli gruppi illegali capeggiati da Piero Bulezza da Montebrisòne)

Insomma, dovete uscire a comprare una sega circolare ma non sapete se vada bene? tranquilli, KarloEnzo l’ha provata per voi. Volete prendere un doberman per vostro figlio ma non sapete quanto abbai? Non c’è problema! KarloEnzo l’ha inserito in questo e molti altri dischi e ora potete finalmente ascoltarlo a casa! Prendete la cornetta, Kommunion/Intensitat vi aspetta!

(a me no, io ho già dato)

Ah già, visto che mi son sbattuto ad ascoltarlo per voi, almeno facciamogli un po’ di pubblicità… lo trovate qui MUSICEXPRESS

😉

 

Clarina. Storia d’ Amore in DoMagg per trio e orchestra di Trabant (sciòpping compulsivo parte II… o III?)

Vi capita mai di trovarvi un bel giorno, nel bel mezzo della vostra vita, a inchiodare per strada causando un pluritamponamento e gridare da soli, entusiasti, nel vostro abitacolo una cosa tipo “EHI!!! MA IO VOGLIO UN CLARINETTO!!!”???

No eh? beh, vi capisco. E mi spiace, perchè non avete idea dell’ebbrezza che dìa farlo.
Certo se voi foste dei ragazzini di 9-10 anni con tanta tanta voglia di suonare in banda, magari proprio un bel clarinettone in legno tutttempeschtat di chiavette luccicanti, allora il vostro tamponamento avrebbe più senso, purtroppo invece a me è capitato di inchiodare da solo, a 38 anni suonati, sulla provinciale deserta che passa da Brianco (sì, quella dove ci sono le donnine simpatiche che salutano sempre, ma non sono mondine), e gridare al cruscotto una cosa tipo “EHI! MA IO VOGLIO UNA COSA TIPO CLARINETTO MA CHE NON LO SIA E CHE SOPRATTUTTO SIA VECCHIO E INSUONABILE ANCHE SE NON LO SAPREI SUONARE COMUNQUE!!!!”

Così, evitato il tamponamento, rigonfio nel petto di ingenua gioia di pluritrentottenne suonato, ma pur sempre Genio Assoluto che pensa al futuro della musica della FuturArkestra, mi sono messo alla ricerca dello strumento adatto ai miei nobili scopi.

Suvvia, dobbiamo ogni volta rinnovare il repertorio, scrivere pezzi nuovi, aggiungere nuove sonorità, chi ci pensa a mandare avanti la baracca se non io?!?!

Del resto, la disavventura dell’ armonica cromatica della Hohner o della mefitica cetra austriaca non mi erano bastate, come prevedibile, quindi scartavetrando su internet ho trovato l’oggetto giusto! Sì, proprio lui! Stagliato tra millemila altre foto di google maps, esso anzi, essa è emersa di soppiatto ergendosi a nuovissssssimo oggetto del mio inutile desiderio morboso. Cazzomenefrega della chitarra e della composizione, io devo diventare il nuovo clarinettista incomparabile della FuturArkestra!! il nuovo Jimi Hendrix delle ance!! yeee!

Cosicchè, per la modica cifra di 5,90 euri + 9 di spedizione, mi sono per ora comprato una fantastica CLARINA degli anni ’60. Ma voi che ne sapete di cosa sia?! Non è la clarina che potete trovare ovunque, quella tipo melodica o clavietta, ma è la VERA clarina!

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Concepita sempre nella turgida Allemagna dai quei simpatici genialoidi della Hohner dopo un bombardamento (di alcolici?) essa è uno strumento assai utile per i ragazzi che si vogliono avvicinare allo studio del clarinetto (o più generalmente dei sax), perchè non è un clarinetto, non è un sax, è più scomoda di un clarinetto ma costa meno di un sax o di una scatoletta di tonno, non è dotata di ancia, eppure emana un suono a metà tra un clarinetto, una melodica e il clacson di una Trabant rottamata a Lipsia nel’48.

La mia versione, probabilmente stipata nei magazzini di Trossingen intorno ai primi anni ’60 o anche prima, è dotata di ben 8 e dico 8 (!!!) luccicantisssssime chiavette per un totale di 8 e dico ben 8! suoni che vanno a formare un’ incredibile ed emozionante scala di DO maggiore (!!!) con la quale posso esercitarmi a suonare qualunque pezzo di Benny Goodman, alla stessa velocità con la quale li eseguiva lui, MA evitando di suonare tutti i bemolli o diesis!!! E ovviamente tutto nella stessa ottava… e in un’ altra tonalità.

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Probabilmente in molti non lo sapranno ma in realtà la clarina era stata studiata dalle spie della Gestapo per indurre al suicidio i famosi clarinettisti della RAF che venivano abbattuti dall’ antiaerea, imprigionati e costretti a suonare Air Mail Special, Flying Home o After You’ve Gone in Do# con una clarina in Do per la gioia dei loro doberman; tant’è che a fine guerra gli inglesi si ritrovarono senza più clarinettisti nella terra di Albione e decisero di porre fine all’ era del clarinetto inventando in provetta i Beatles e i Rolling Stones. (pare che alla provetta degli Stones fu aggiunta della farina bianca per testare la resistenza di Keith Richard all’ abuso di frumentacei).

Ora, dopo questo breve escursus nella storia del clarinettismo boemo, sono pronto ad omaggiare anche io il grande Benny suonando la sigla della pubblicità della Barilla (probabilmente l’unico brano al mondo in Do, tutto nella stessa ottava e senza bemolli tra le palle) con spiccato accento e sensibilità swing, prima di RIVENDERE la mia clarina meravigliosa all’ Edoardo Cassaro, che so già anelare sbavante a questo nuovo strumento entrato prepotentemente nella famiglia di legni (da ardere) futurarkestrali e che ho avuto l’avvertenza di battezzare con il leggiadro e tipico nome femminile di Ulrich.

Fantastica. Un oggetto da avere e possedere avidamente e da suonare per tutti e otto i suoni delle chiavette!!! Ha pure una scatola originale degli anni che furono, che già solo la scatoletta è bella da comprare per il design così retrò (ahhh questo è il vintage che noi amiamo! sìììì)

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Allora cari amici, mettetevi subito in macchina, non partite ma gridate al cruscotto e al posacenere tutta la vostra gioia! Regalatevi un’ inutilissima Clarina e la vostra vita peccaminosa si trasformerà in un viaggio redenzione sulla scala di Do maggiore, senza se e senza ma! E anche senza MiBemolle, perchè quello non c’è…. e nemmeno gli altri bemolli… una prece.

Solo 19 Euro e novanta centesimi!!!
Affrettatevi perchè il suo prezzo sta già lievitando come il cremor tartaro!!! Presto compratevene una prima che arrivi l’EdoardoCassaro a farne incetta!!!!

SANTHIA’, NOTTE BIANCA, MUSICA e SALDI!!

E’ giusto promuovere la musica e chi la fa bene, a volte è giusto anche promuovere piccoli eroi che aiutano la musica a rimanere viva, giusto?

Allora amici biellesi, vercellesi e del Piemonte tutto, sappiate che stasera, fino alle 23 ci sarà a Santhià (VC) la notte bianca, negozi aperti fino a tardi e musica live in ogni pertugio del paese.

15823223_1304936569565315_6877655160673438387_nE, per quello che ci rigiuarda, c’è un piccolo negozio, dentro il quale spesso ci forniamo, che avrà anch’ esso un po’ di musica live improvvisata ma soprattutto grandi sconti su tanti strumenti musicali e occasioni in genere.

Il negozio si chiama MusicExpress (sta pure sul web) ma i grandi sconti li troverete solo se passerete a trovare i nostri amici dalle ore 17 alle 23, megasconti befaneschi per tutti (hanno anche allestito una vetrina molto originale)

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Vi aspettano innumerevoli!!

 

La vera storia di Gino e Pancrazio Yoshimoto (intanto buone feste da noi)

Già vi vedo… affondàti malamente dentro una poltrona LuigiXIV, con i braccioli ormai largamente consumati da vani tentativi di rialzamento, lo sguardo liso e obnubilato nel vuoto, immaginando migliaia di canditi che viaggiano alla velocità della luce nel buio verso un monolite di cioccolato fondente, la bocca mezza aperta ad annaspare ignare particelle di ossigeno in coda per l’esodo mentre una bavetta inesorabile si sta per lanciare senza elastico sul maglione natalizio indossato apposta per l’occasione… che brutte persone che siete…

E’ la vostra fine. Il Dio panettone vi ha soggiogato totalmente e ormai vi lasciate guidare verso il martirio del vostro fegato senza opporre più resistenza.
Siete messi male, ma in questo giorno dedicato alla prova dei vari regali ricevuti, alla loro cernita e successivo riciclo/smaltimento, vi racconto una breve storiella, diciamo più un appunto vago su un nuovo brano che vedrà la luce nel 2017 ma che già ha eccitato musicalmente i miei due FuturBabbioniNatali.

Siamo nel 1953. Luglio del 1953.

La guerra è tutt’ altro che un lontano ricordo e, mentre da un lato c’è chi sta già combattendo una nuova guerra silenziosa e subdola, Gino e Pancrazio Yoshimoto lavorano ancora nella sala 4 in attesa del cambio turno. Mancano pochi minuti, sono quasi le 17 e già si immaginano il meritato relax del dopo-lavoro.

Gino e Pancrazio non sono parenti, nonostante il cognome identico, Gino viene dai sobborghi di Ulan-Bator, padre Ygnoto, madre un po’ mYgnota, Pancrazio invece è l’ ex-rampollo di una famiglia ricca di Auanagawa, ma in fondo di Yoshimoto è pieno il mondo, ci sono pure le ottime banane Yoshimoto, per cui è facile che due semplici operai omonimi lavorino fianco a fianco nello stesso stabilimento chimico.

[appunti] Spiaggia di Fukayamanonmama. Acque calmissime. Spiaggia deserta, solo un paio di sedie a sdraio aperte, messe vicine viste da dietro. Dei vestiti, o più probabilmente divise da operaio color bianco buttate vicino alle sdraio, disordinate.

[altri appunti] Gino Yoshimoto indossa dei bermuda arancioni con delle palme bianche disegnate, un orologio-patacca anni ’40 segnato dai bombardamenti e un paio di occhiali da sole a goccia. Pancrazio non viene mai inquadrato ma è affossato placidamente nella sdraio.

[appuntoni] Sempre inquadratura da dietro. Non si vedono i protagonisti ma sono lì, in spiaggia a riposare. A un certo punto quello a sinistra (probabilmente Gino Yoshimoto) raccoglie un cocktail analcolico dalla sabbia, si vede una mano pigra prenderlo per sorseggiarlo con calma.

[appuntonioni2] L’inquadratura si allarga, ma sempre da dietro le sdraio, il panorama è bellissimo, sono le 17.46 il cielo è blu bluissimo meraviglioso con qualche lieve nuvola rossastra, poi un lampo accecante e un boato enorme. (accecante si scrive con o senza y?). Gino e Pancrazio protetti solo dai loro occhiali da sole sorridono compiaciuti alla riuscita del 6° test. Un fungo nucleare dalle dimensioni epocali si erge nel mare aperto, perfetto, bianchissimo con tre anelli ben visibili lungo il fusto (immagine un po’ da cartoon ma in fondo cazzosenefrega è solo un test nucleare)

Il test è perfettamente riuscito. [salva con nome2vediamo, manca finale, scegli poi finisce bene/male]

Bene, tutti questi appunti sparpagliati li ho musicati. Non ho ancora deciso come debba finire la storia, sicuramente ha dei momenti di allegria isterica ma gioviale e calme vedute orientali dal respiro medievale tipo mah-jong che non viene mai. In attesa che poi voi la sentiate dal vivo, vi faccio vedere realmente chi sono Gino e Pancrazio Yoshimoto, perchè è giusto che li conosciate ed è soprattutto giusto che sappiate che tutta sta roba me l’hanno suggerita ed ispirata loro:

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Gino (detto anche Ginolamerda, ma mi pareva brutto chiamarlo così) è un pelouche a forma di cacca, me ne sono innamorato a prima vista e l’ho rubato dalla cameretta di Marty, Pancrazio è invece un microscopico amplificatore per cellulare a guisa di diavoletto. Era della Fra….. ERA. Ora è mio, anzi sono miei e tengono compagnia al pc e quando sono trafelato in fase di composizione (mi danno suggerimenti, portano il caffè, Pancrazio è anche un discreto violinista). Avevano bisogno di un nome e di una storia.

Finalmente ora sono Gino e Pancrazio Yoshimoto, accomunati da un destino comune e drammatico.

La loro vera storia, a breve, sarà un’ ode completa in Mi per flauto e trio Koto.

Intanto, Buone Feste dalla FutuShimaPancratioOrkestra

Diciassette Passi tra le Cappelle (Ode a Ufèmia da Carisio)

C’era una volta un genio assoluto che vi sobillava di frequenti post a go go. Ma quel genio assoluto, come arriva l’autunno, si ingolfa di nocciole tostate del Botswana e cade in letargo fino ad aprile.

C’ era anche una volta il Whiskey A Go Go, in quel della California o giù di lì, un bel localino frequentato da beat prima e da freak poi, ma noi non stiamo a Hollywood bensì a Biella, Ratafià A Go Go non è che suona proprio proprio figo, per cui questa volta ci accontenteremo di ben altra roba “a Go-Go”: cappelle!

Cappelle come se piovesse, siorre e siorri!

Non fraitendete però, suvvia. Qui l’argomento è scottante perchè va a toccare luoghi sacri et impervi… sono le 12 cappelle del Sacro Monte di Oropa (ambè!)
Io che nacqui et ci vivissi in quel di Biella sapevo sì che c’era una chiesa grossa su per le bricche, sapevo pure che poi fecero una chiesa grossa più grossa (che andò a soverchiare la vecchia chiesa grossa ormai piccola) ma non sapevo per nulla che esistessero anche ben 12 altre chiese grosse più grosse piccole abbarbicate sul crostone della montagna.

Ehm, per la frase sconnessa qui sopra dovete prendervela con Marty e con l’inventore di Mariangiangiongiàngela…

Fatto sta che noi miseri Futurarkestrangiongiàngioli abbiamo potuto suonare in due di codeste cappelle, aperte al pubblico per la giornata mondiale del trekking, la IV° che conteneva alcune statue d’epoca, realizzate a mano e a grandezza umana, da artigiani valsesiani (in realtà non molto ben conservate) ma soprattutto la XII° cappella, ultima a rappresentare il termine del percorso naturalistico immerso nella fede e nella natura.

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La mappa delle cappelle, presa dal sito internet del sacromonte, opportunamente esecrata a fini didattici

Non abbiamo potuto visitare le altre, in quanto occupati ad accogliere le gggenti nelle varie postazioni, ma sul sito qui di seguito potete avere in maniera ampia e completa una panoramica totale su tutto il comprensorio architettòlico, dedicato non solo ai fedeli, ma anche a chi abbia voglia farsi quattro passi reaspirando aria di montagna e conoscere un po’ di storia locale.

SACROMONTEOROPA

Nel sito trovate un’ abbondantissima documentazione sulle dodici cappelle (ma in generale anche su tutto il comprensorio di Oropa), con un approfondimento storico e artistico decisamente esaustivo. Pur essendo un ateone incallito devo ammettere che la dodicesima cappella, in realtà la prima ad essere costruita tra tutte nella prima metà del 1600, conserva (quasi) intatta l’imponenza e l’ impressionante emozione che regalava agli occhi dei visitatori ai tempi. Ci sono oltre 150 statue fatte a mano, a grandezza naturale dislocate su tutta la superficie verticale della cappella, una scena mozzafiato che rappresentava il Paradiso, con tanto di Trinità, angeli, santi e quant’altro. E ancora più doveva suscitare emozione in coloro che poterono ammirare la scena con i colori originali dei pigmenti e delle vesti, vivissimi e splendenti, dei quali, purtroppo, ora rimane poca traccia. Il tempo passa per tutti e tutto e sicuramente la cappella meriterebbe una colossale rinfrescatina per essere riportata ad antico splendore. L’acustica e la temperatura tutto sommato accettabile hanno però reso il nostro breve set acustico davvero speciale.

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La poca luce non ci ha permesso di immortalare come si deve il tutto e, come al solito la cosa migliore da fare è visitare fisicamente un luogo e viverlo attraverso i propri occhi, con una prospettiva sicuramente più emozionante di quella che possa dare un cellulare. Intanto però potete qui sopra ammirare due statue (probabilmente issate in tempi più recenti) prodigarsi in un drammatico momento di teatralità pagana, sono a destra Ezechiel Cassar da Spilimbergo, noto bardo della tangenziale Ovest e GiovanPanflùgo Pedransky, ex-rigattiere di origini polacche noto anche lui alle forze dell’ ordine per aver ceduto il sacro graal in cambio di una cetra austriaca rotta e un’ armonica cromatica hohner mai utilizzata (delle quali potete conoscere la vera storia nelle pagine indietro del blog).

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Qui sopra invece ancora Ezechiel Cassar impegnato nella quarta cappella a tergiversare supino sulle sacre note di “Ode Lasciva in SiBemolle Alla Dolce Ufèmia da Carisio”, uno dei nostri nuovi brani in divenire nel 2017, devo dire molto apprezzato dai presenti.

Insomma, cari amici, come sempre questa nostra terra un po’ irta e chiusa ci dona in realtà qualcosa di nuovo da conoscere e da visitare, immersi nel verde della natura, per fortuna qui sempre molto abbondante, tra acque fresche e buonissime. Per cui visto che nel biellese il clima offre temperature boreali da novembre al novembre successivo, prendetevi sotto braccio slitta e Armaduk e venite a farvi un bel giro rilassante dalle nostre parti e scoprirete un territorio ricco di storia e natura.

Occhio solo al ghiaccio e alla nebbia e se passate da Carisio, salutateci la dolce Ufèmia! 😉